Comune di Montefusco

Tradizioni

Il tombolo (o pezzillo)

Non si può parlare di un momento preciso in cui questa forma di artigianato, che spesso fa più pensare ad una vera e propria arte, fu introdotta a Montefusco e da chi, ma dal momento della sua introduzione non è più uscito. Diverse sono le ipotesi sulla sua introduzione, nel periodo svevo, con Manfredi quando si stabilì a Montefusco con una colonia di fedelissimi saraceni, con gli aragonesi in quanto risulta che nel 1476 Eleonora e Beatrice D’Aragona prepararono con l’aiuto delle loro damigelle un merletto a tombolo da donare alla regina d’Ungheria, ora siccome la corte aragonese soggiornò per lunghi periodi a Montefusco Ë altrettanto probabile la diffusione di questa tecnica da parte delle nobildonne aragonesi. Altra ipotesi è che qualche donna proveniente dall’Abruzzo si sia trasferita a Montefusco importando questo tipo di lavorazione con i fuselli.
Molteplici i tipi di lavorazione, alcune molto difficili da eseguire in quanto richiedono particolare bravura e tanta esperienza. Elemento importante, oltre al disegno su cartoncino, di un particolare tipo, sul quale eseguire la lavorazione era ed Ë il tipo di filato utilizzato. Decisamente più pregiata era la lavorazione con filo di lino, di diverso spessore, e più sottile era, più difficoltosa era la lavorazione, naturalmente più pregiato era il manufatto. Attualmente il filato di cotone ha sostituito quasi del tutto il lino. Vi erano poi i lavori eseguiti con filati d’oro e d’argento, questo soprattutto nel convento delle Suore Domenicane i cui pregiatissimi lavori sia di tombolo che di ricamo andavano in dono a Papi. La prima metà del Novecento vede attivi sul territorio due laboratori di tombolo, il laboratorio Bocchino e il laboratorio Castagnetti, che, oltre ad insegnare a ragazze, anche giovanissime, il lavoro a tombolo, ne vendevano il prodotto. Secondo testimonianze di anziane donne che ne avevano fatto parte, era una sorta di scuola dura e senza distrazioni, e dove soprattutto era vietato far uscire all’esterno i disegni, soprattutto quando questi erano ‘particolari’, come quando da uno dei laboratori uscì una lavorazione in onore al Re.
Lavorare a ‘pizzillo’ non era una prerogativa femminile come succede attualmente, la cronaca ci ha consegnato personaggi maschili come Manfredo Bocchino, proprietario del laboratorio, il Canonico Lepore che, curiosamente, lavorava il cosiddetto ‘diavolo in bosco’, lavorazione particolarmente intricata, ed anche i frati del locale convento sembra che fossero altrettanto abili.
Il suo utilizzo non era limitato ai corredi delle giovani donne, bellissimi esemplari sono anche i paramenti sacri. L’essere presente nella vita sociale Ë testimoniato da numerosi documenti storici cosÏ come la sua incidenza a livello economico se per mancato pagamento di lavoro a ‘pizzillo’ (o pezzillo) commissionato a qualche lavorante si poteva finire davanti al Giudice della Corte Baronale.

Bobbin lace

The origin of this form of craftsmanship remains unknown as it is unknown which people introduced it (Swabians, Aragons or others). Despite this, the bobbin lace represents a true art that combines the mastery of the lacemaker, a precious thread embroidered on particularly articulated drawings: the ancient Montefusco tradition offers us remarkable examples of this art. Extraordinary masters in the manufacture of the bobbin lace or pizzillo, as it is called in the vernacular language, were the Sisters of the local convent. Subsequently, workshops were opened and, at the beginning of XX century, there were two very active laboratories. Nowadays, this craftsmanship continues to be practiced for several uses, while in the past it was reserved almost exclusively for bridal kits and liturgical vestments.

Galleria Fotografica

Il Tombolo


La ceramica

Montefusco era, in passato, uno dei centri, insieme a Cerreto Sannita, Ariano, Vietri sul Mare, tra i principali produttori di ceramica in Campania, la cui presenza è attestata, tra l’altro, in Sicilia nei secoli passati così come documentato dallo studioso G. Donatone. Purtroppo oggi ne restano poche tracce, soprattutto presso abitazioni private. Fino ai primi decenni della prima metà del secolo scorso era attiva ancora l’ultima fornace. Attualmente due laboratori sul territorio riproducono elementi dell’antica ceramica.

Ceramic

In the past, Montefusco was one of the main ceramics producers in Campania, as well as Cerreto Sannita, Ariano, Vietri sul Mare, whose presence is attested even in Sicily as documented by the scholar G. Donatone. Unfortunately, few traces remain today and they belong mainly to private houses. Until the early XX century the last furnace was still active. Nowadays, two laboratories on the territory reproduce elements of the ancient ceramics.


Il vino

Parte del bellissimo paesaggio che si gode da Montefusco è costituito dalle filari di viti che vengono coltivate a valle. Tra i vari vitigni presenti un posto d’eccezione lo occupa il Greco di Tufo, importato in epoca romana dalla Tessaglia, il quale nel corso del tempo ha conosciuto un crescente sviluppo produttivo e ancor più qualitativo tale da conseguire la Denominazione di Origine Controllata e successivamente la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. L’areale di produzione comprende diversi comuni oltre Montefusco, costituiti in un Consorzio. Questo vino è ormai conosciuto e commercializzato in tutto il mondo. Sul territorio del nostro Comune sono attive importanti aziende vitivinicole punte di diamante nella produzione di Greco di Tufo, e nella produzione enologica di altre tipologie di vini.

Wine

Part of the breathtaking landscape that can be enjoyed from Montefusco is due to the presence of rows of vines cultivated downstream. Among the various vines of the territory, an exceptional place is given by the Greek of Tufo, imported from Thessaly during the Roman period. Over time, it has had an increasing productive development and even more it has been affirmed from the qualitative point of view until it has obtained the Denomination of Controlled Origin and subsequently the Denomination of Controlled and Guaranteed Origin. The production area includes several municipalities besides Montefusco, organized in a Consortium. This wine is currently known and marketed all over the world. On the territory of our municipality there are important spearhead wineries in the production of Greco di Tufo and in the enological production of other types of wines.

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